EMDR Ferrara | IL CORPO TIENE IL CONTO: mente e corpo alla ricerca di equilibrio
6240
post-template-default,single,single-post,postid-6240,single-format-standard,mkd-core-1.0.3,ajax_fade,page_not_loaded,,onyx-ver-2.0, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive
 

IL CORPO TIENE IL CONTO: mente e corpo alla ricerca di equilibrio

“Il corpo accusa il colpo” è il nome di un recente libro di Van Der Kolk. In questo titolo, apparente semplice, è racchiuso quello che le ultime ricerche in campo neuropsicologico hanno evidenziato: corpo e mente non sono due realtà distinte, anzi, il corpo “tiene traccia” di quanto la persona vive, anche quando non ne è consapevole.
A chi non è mai capitato, almeno una volta nella vita, di manifestare un disagio fisico che non ha trovato riscontro in una patologia medica e si è sentito rispondere che si trattava di una “somatizzazione”? Come è possibile spiegare certi disagi che non trovano risposta solo in una patologia organica?

Per spiegare questo aspetto è utile parlare di stress. Un’agente stressante può essere uno stimolo fisico (per esempio l’esposizione all’eccessivo caldo o freddo), uno stimolo ambientale (come un rumore molto forte), psicologico (per esempio l’affrontare un esame) o di tipo affettivo (per esempio essere colpito da una malattia o un lutto). E’ ormai ampiamente riconosciuto che le esperienze stressanti abbiano un effetto negativo sulla funzione immunitaria.
Ogni evento stressante costringe il corpo a trovare una strategia di autoregolazione per riportarlo a una situazione di equilibrio: vengono prodotte delle sostanze che provocano anche delle reazioni somatiche in risposta all’evento stressante e, una volta passato, fa tornare tutto come prima e può trasformare l’esperienza stressante in un’esperienza di forza e di resilienza.A volte può succedere che tale meccanismo auto-regolativo non funzioni o s’inceppi, provocando uno stato di allerta prolungato, a cui il corpo si adatta, lasciando dei segni anche a distanza di anni.

Cosa significa questo nella pratica?
Ci si può sentire a disagio in situazioni che normalmente non sono particolarmente significative per noi, o avere delle reazioni emotive eccessive di fronte a degli stimoli apparentemente “neutri”. Questo perché il nostro corpo registra tutto quello che gli accade, non solo a livello cognitivo, ma anche a livello somatico. Quante volte pur sapendo “razionalmente” cosa ci crea disagio ci siamo sentiti impotenti o incapaci ad affrontare le situazioni in un modo diverso? Quante volte abbiamo sperimentato che il proverbio “volere è potere” non è sufficiente? I recenti studi in neurobiologia ci spiegano che quando affrontiamo stimoli stressanti, come eventi della vita spiacevoli (per esempio un lutto, un incidente o la scoperta di una malattia) ognuno di noi reagisce attivando i propri meccanismi riparativi per affrontare le difficoltà; molto spesso, con il tempo necessario, si superano le avversità e si ristabilisce un equilibrio. A volte, invece, è possibile rimane “bloccati”, “congelati” in uno stato di distacco e allora può essere che il corpo inizi a dar voce a quanto è rimasto intrappolato nei circuiti della memoria.

L’esperienza terapeutica ci insegna che il corpo può essere un’importante alleato quando le persone faticano a trovare un senso al proprio disagio;  sicuramente rappresenta la migliore cartina di tornasole per comprendere se quanto elaborato in terapia è arrivato nel profondo.

Tags:
No Comments

Post a Comment