EMDR Ferrara | MEDIARE IL CONFLITTO PER RIPRENDERE IN MANO LA PROPRIA VITA
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MEDIARE IL CONFLITTO PER RIPRENDERE IN MANO LA PROPRIA VITA

La mediazione familiare è una opportunità che lentamente si sta consolidando nelle controversie legate alla fine delle relazioni di coppia, anche se nell’immaginario collettivo c’è ancora tanta confusione rispetto ai contenuti e alle finalità della mediazione stessa. Le aspettative individuali di una coppia in conflitto sono molto confuse, e si muovono dentro uno spazio talvolta molto ampio e altrettanto contraddittorio. Molto spesso infatti, la volontà di interrompere il legame di coppia è espressa da solo uno dei partner, e quindi anche le aspettative rispetto alla mediazione familiare diventano, esse stesse, in conflitto fra di loro.
A cosa serve la mediazione familiare? In estrema sintesi, la mediazione familiare ha come mission principale l’accompagnamento della coppia verso la separazione, contribuendo alla gestione dell’inevitabile conflitto che ne rappresenta l’ostacolo principale.
Compito specifico della mediazione familiare è il mantenimento della funzione genitoriale di ciascuna delle due parti in conflitto: un compito quanto mai necessario se si pensa che la funzione genitoriale si mantiene nel tempo, a prescindere dalla stabilità del legame di coppia. E’ del tutto evidente che i figli nati da quella coppia hanno il diritto di crescere in un clima di condivisione e di confronto educativo, il quale rischia di essere fortemente compromesso dall’esistenza stessa del conflitto.
Attraverso il percorso di mediazione familiare, il conflitto vede quindi operare un vero e proprio rovesciamento semantico: da momento fortemente critico, talvolta drammatico, che sembra bloccare ogni altra energia vitale, a passaggio fondamentale per operare quei cambiamenti nella vita delle due parti, che evidentemente si sono manifestati come indispensabili, proprio dalla emergenza del conflitto stesso.
In altre parole, in questa prospettiva di senso, è il conflitto stesso che diventa la principale risorsa per accompagnare ciascuno dei due partner verso un orizzonte evolutivo che permetta ad entrambi di stare meglio, nonostante, o forse sarebbe più appropriato dire, grazie al fatto che l’esperienza di coppia, di quella coppia, si è esaurita. Perché è il conflitto stesso che con il suo deflagrare, permette di affrontare quei nodi che appartengono alle singole individualità e che hanno impedito la continuità del legame di coppia.
Se quindi riusciamo ad attribuire al conflitto e alla capacità di mediarne gli aspetti più acuti, questa valenza propedeutica al cambiamento, è possibile anche comprendere meglio quanto la mediazione familiare possa assumere importanza determinante in ogni situazione di crisi della coppia, per costruire nuove modalità relazionali e comunicative con l’ex-partner. La coppia con figli piccoli quale destinataria privilegiata dei percorsi istituzionali di mediazione familiare, ma anche la coppia con figli grandi ed in senso ancora più ampio,  la coppia senza figli.
Quindi la mediazione familiare è possibile anche se non ci sono figli coinvolti? Certo.
In quest’ottica la mediazione familiare opera un intervento di ridefinizione degli spazi, evidentemente non solo “fisici”, ma anche e soprattutto gli spazi simbolici ed emotivi, che può risultare di grande utilità per affrontare la propria vita individuale avendo iniziato a fare luce in quelle zone d’ombra che hanno portato alla costruzione di un rapporto che non ha mantenuto le aspettative di partenza. E questo può contribuire a far ripartire la propria esperienza affettiva individuale, con l’entusiasmo di una maggiore consapevolezza di sé e potersi quindi aprire a nuove possibilità di legame affettivo.

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