EMDR Ferrara | Parto difficile: quando la maternità inizia in salita
6412
post-template-default,single,single-post,postid-6412,single-format-standard,mkd-core-1.0.3,ajax_fade,page_not_loaded,,onyx-ver-2.0, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive
 

Parto difficile: quando la maternità inizia in salita

Molto spesso siamo circondati da un’immagine della maternità piuttosto idealizzata: tutto va bene, si è in splendida forma anche a pochi giorni dal parto, il bambino mangia e dorme senza nessun problema..questa immagine è molto spesso lontana dalla realtà, ma di fatto anche nel 2017 si fatica a parlarne, come se ci fosse una sorta di tabù. Può capitare infatti che una donna si senta il “dovere” di essere perfetta, di non esprimere le proprie paure o perplessità e le proprie fatiche.

Non sempre il momento del parto è un’esperienza facile da affrontare, anzi a volte le difficoltà riscontrate nel parto possono far emergere vissuti negativi che permangono nel tempo oppure riemergere sotto forma di sintomo anche a molti anni di distanza.

Quali sono i vissuti legati a un parto “difficile”?

Certamente non è possibile generalizzare perché ogni persona è unica, ma vi sono alcuni elementi di vulnerabilità che le ricerche hanno individuato; un primo aspetto può essere l’aver vissuto un pericolo per sé o per il bambino: il parto è un momento in cui simbolicamente vita e morte di sfiorano e quando le cose non vanno come ci si aspetta, questo può lasciare una ferita profonda nel proprio senso di sicurezza.
In secondo luogo se durante il parto sono necessarie delle manovre da parte del personale sanitario perché l’espulsione risulta difficile o si arriva ad un cesareo dopo un lungo travaglio, la mamma potrebbe sentire la separazione dal bambino come un’amputazione e una “perdita di controllo” che porta con se vissuti di impotenza.
Vi è poi un altro elemento che ha a che fare con il “sentire condiviso” per cui a un parto “senza problemi” corrisponde una “buona performance” della madre che è stata “brava”; di conseguenza vivere un parto difficile può portare a un vissuto che intacca il proprio valore come donna e come madre.

Il personale sanitario e le figure vicine alla madre possono fare molto per cogliere questi segnali e riuscire a far sentire la mamma di nuovo al sicuro e competente con il suo bambino: a volte una parola detta al momento giusto (“tranquilla, va tutto bene”) o un gesto (un carezza sul volto) possono davvero fare la differenza e rinforzare il bonding, termine che si riferisce alla sintonizzazione emotiva del genitore verso il neonato, che comincia durante la gravidanza e cresce e si rafforza dopo la nascita del bambino. Infatti una mamma che si sente al sicuro, che sente di avere il controllo è più facilitata nel compito di accudire il proprio neonato.

Quando questi vissuti difficili invece permangono nel tempo è utile pensare di farsi accompagnare in un percorso per elaborare le esperienze vissute e per rinforzare le proprie risorse ristabilendo il proprio senso di sicurezza e di fiducia; questo passaggio è fondamentale per affrontare con serenità il percorso di crescita dei propri figli.

No Comments

Post a Comment