EMDR Ferrara | Che cos’è il sexting e che cosa possono fare i genitori?
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Che cos’è il sexting e che cosa possono fare i genitori?

Si parla costantemente dei rischi derivati dall’uso degli strumenti digitali nelle nuove generazioni di preadolescenti e adolescenti, tuttavia è difficile per un genitore immaginare che il proprio figlio possa effettivamente trovarsi in situazioni di grave rischio per se o che possa mettere in atto comportamenti lesivi nei confronti di coetanei. Uno dei fenomeni che ha trovato grande spazio è quello del “sexting”. Di cosa si tratta?

Quali sono i segnali cui i genitori devono prestare attenzione?

La sessualità e l’affettività sono costantemente temi molto “difficili” per i genitori, anche per coloro che cercano di affrontarli e attrezzarsi per essere un buon riferimento per i figli. Con l’arrivo delle nuove tecnologie si sono allargati gli “spazi” in cui i ragazzi si confrontano e si misurano nelle relazioni, a volte sottovalutandone le conseguenze.

Il concetto di sexting è stato coniato nel 2005 da una rivista australiana, e deriva dalla fusione di due parole inglesi: sex e texting, con il significato di “inviare messaggi elettronici contenenti testi e/o immagini sessualmente esplicite” e può riguardare lo scambio di dati tra due partner o tra sconosciuti contenenti testi e/o immagini riferite al partner o a soggetti estranei. Con l’evoluzione degli applicativi disponibili sui telefonini di ultima generazione, è facilissimo condividere materiale video, potremmo dire ‘un gioco da ragazzi’.

Per quanto riguarda gli aspetti giuridici è facile intuire che questo tipo di pratica possa essere ritenuta un aspetto del privato dell’individuo adulto e dunque, appartenente a quella sfera intima di modalità di relazione tra adulti consenzienti che di per sé non costituisce reato. Differente è il discorso che riguarda i ragazzi, proprio perché il concetto di “intimità”, di “affettività” e “sessualità” è ancora in divenire e passa attraverso approcci a cui a volte, è davvero difficile sottrarsi, dal momento che ogni ragazzo o ragazza in quest’epoca risponde ad una urgenza fisiologica e psicologica soverchiante: quella di diventare ‘grande’.

Come possiamo comprendere quali aspetti siano davvero pericolosi  e quali invece, siano da considerarsi come normali manifestazioni delle prime sperimentazioni dell’amore e della sessualità? Come sottolinea Alberto Pellai nel suo ‘Tutto troppo presto’ (De Agostini, 2015) la sessualità può essere espressa in modo virtuale senza mettersi in gioco concretamente. L’altra persona non puo’ toccare, e questo può essere da un lato protettivo, e dall’altro alimentare fantasie, curiosità, eccitazione, stimolazione dell’interesse e del desiderio verso l’altro. E se questa diventasse una palestra in cui  prendere dimestichezza con l’intimità,  in modo da rimandare nel tempo ciò che riguarda davvero la relazione a due?

Il rischio naturalmente, è che ben presto la cosa sfugga di mano, e possa avere tutte le implicazioni di pericolosità per il benessere psicologico (umiliazioni, persecuzioni, ricatti etc.) ed anche conseguenze dal punto di vista penale.

Cosa fare come genitori?

  • E’ importante spiegare ai ragazzi che ogni immagine di se stessi, video o foto, deve rappresentare un’ identità dignitosa. Non si può scherzare su questo e bisogna pensare che un gioco o uno scherzo che non protegge la dignità della persona può avere implicazioni anche molto dolorose, per sé e per gli altri: e’ solo una questione di tempo.
  • Tutto ciò che viene postato in rete, non si cancella mai definitivamente.
  • Possedere materiale che mostra nudità di minorenni sul cellulare, proprie o altrui, è un reato che la legge punisce.

Che cosa può aiutare i ragazzi e proteggerli da questi comportamenti?

Il ragionamento critico stimolato dall’adulto: parlare con i ragazzi, esprimere le opinioni e osservazioni per esempio, mentre si guarda insieme un film o  si assiste a una pubblicità che offre spunti in questo senso, oppure immagini e video di celebrità. ecco alcuni spunti di riflessione: cosa ne pensi di una foto di questo tipo per sponsorizzare questo prodotto? Pensi che sia necessario mostrare un corpo nudo per vendere? Che messaggio vuole trasmettere?

Alimentare l’empatia, allenando i ragazzi a chiedersi che cosa stanno provando e che cosa pensano provino gli altri. Potrebbe essere utile commentare degli episodi magari accaduti a un compagno o dei fatti di cronaca riflettendo su come si possa essere sentito chi subisce una violazione della propria intimità, o ancora cosa si aspettavano le persone che hanno postato immagini “private” di amici.  Quello che per noi è un ragionamento scontato per i ragazzi può non esserlo, anche perché in questa fase evolutiva gli adolescenti tendono a pensare che tanto a loro non accadrà.

Aiutarli ad essere critici verso tutte le dimensioni del reale e del digitale, per trovare un proprio punto di contatto dentro di sé. Stimolare la riflessione su cosa vogliono trasmettere attraverso una immagine postata sui social, rimandandogli che i “Like” non sono un indicatore affidabile del numero di “amicizie”, che in realtà hanno bisogno di uno spazio “reale” di incontro, di dialogo e scambio.

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